“Il pensatore é un emigrante”. Sullo sradicamento di Emil Cioran

ISBN

Formato digital
979-13-88142-06-2

Fecha de publicación

12-12-2025

Licencia

D. R. © copyright 2025. Nelson Guzmán Robledo, Ciprian Vălcan e Irma Carannante

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Irma Carannante
Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, Italia
0000-0001-8960-510X

Acerca de

Emil Cioran, il filosofo romeno che ha vissuto gran parte della sua vita in Francia, scrivendo in una lingua straniera, è stato un pensatore “sra-dicato” in molteplici sensi. La perdita delle radici, prima geografiche e poi linguistiche, sono solo una prima manifestazione del suo essere apolide – che lo spingerà ad occuparsi della condizione umana e del suo destino –, in quanto le sue riflessioni dimostrano che tale condizione sia in realtà una dimensione essenziale della figura stessa del pensatore, sviluppando l’idea secondo cui costui sia come un esule, un individuo dunque lontano dalla patria e che spesso è privo di legami stabili con il mondo circostante.
Il radicamento è secondo Simone Weil, «l’esigenza più importante e più misconosciuta dell’anima umana» ed è tra le cose più difficili da definire. È importante per gli esseri umani avere radici multiple, cioè legami con varie comunità che mantengono viva la cultura passata per prefigurare il futuro. Queste radici sono sia naturali, determinate dalla provenienza geografica, dalla nascita, dalla professione e dall’ambiente circostante, sia influenzate dagli scambi con ambienti diversi. Tali scambi sono cruciali, secondo Weil, per stimolare e arricchire la vita di una co-munità, ma devono essere integrati in modo che l’identità e l’originalità di ciascuno sia preservata. Come l’arte di un pittore può essere rafforzata dalla visita a un museo, così le popolazioni e gli ambienti sociali trag-gono beneficio dagli incontri e dagli scambi culturali, pur mantenendo la propria peculiare identità.

Referencias

Rizzacasa, Sentinella del nulla. Itinerari meditativi di E. M. Cioran, Morlacchi, Perugia, 2007, p. XV
S. Weil, La prima radice, SE, Milano, 1990, pp. 49.
Ibidem, p. 50.
Idem.
H. Arendt, Le origini del totalitarismo, Einaudi, Torino, 2004, pp. 324-27.
U. Munzi, Cioran – L’ultimo cavaliere del nulla, “Corriere della Sera”, 21 giu, 1995.
S. Weil, La prima radice, p. 55.
Ibidem, p. 49
Umanistici, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, p. 76: << https://ojs.cimedoc.uniba.it/index.php/postfil/article/view/991/817 >>
Cfr. R. G. Caldini, Emil Cioran e le sue cavalcate verso il nulla, “Arianna Editrice”, 21 ott. 2011, << https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=40775 >> .
E. M. Cioran, Quaderni. 1957-1972, [prefazione a cura di S. Boué, trad. it. a cura di T. Turolla], Adelphi,  Milano, 2001, p. 22
Ibidem, p. 377.
I. Vartic, Cioran ingenuo e sentimentale, [trad. it. di M. Salzillo e a cura di M. L. Pozzi], Criterion, Milano, 2020, p. 327.

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